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Pangiunìa, il trio vincente del destination wedding siciliano

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Tre, come il numero perfetto. Sono le wedding planner catanesi del team Pangiunìa, un’isola di eventi per coppie di sposi straniere che scelgono di coronare il loro sogno d’amore in Sicilia. Le planner Carlotta Panarello, Giuditta Naselli e Stefania Sesto, partner del Sicilia Convention Bureau, firmano ogni loro progetto con il sorriso. Creatività e competenza, il binomio vincente con il quale assistono le loro coppie per l’organizzazione di matrimoni religiosi, civili, simbolici ora in stile Boho, ora Shabby, e poi chissà, a seconda delle nuove tendenze del settore a livello internazionale.

Il naming è nato dall’acronimo dei loro nomi, con un richiamo alle influenze greche della Sicilia. Tre personalità differenti e complementari per un supporto organizzativo in grado di assecondare le richieste più esigenti delle coppie di sposi internazionali che si rivolgono alla loro agenzia per un wedding made in Sicily. Curiosiamo nel mondo Pangiunìa con qualche domanda per conoscere meglio la loro realtà.

Qual è la richiesta più strana che avete ricevuto da una coppia di sposi stranieri ad oggi?

Stefania – La richiesta più particolare é stata certamente la realizzazione di un “blind wedding”, la celebrazione di un matrimonio completamente al buio!

Qual è la tipologia di celebrazione che riscuote più successo in Sicilia?

Carlotta – Attualmente il rito più richiesto é quello simbolico. Una di noi, in particolare Giuditta, é celebrante di rito simbolico e per lei é una grande emozione poter costruire una cerimonia su misura per i futuri sposi in grado di coinvolgere la famiglia e gli invitati e di poter creare un momento unico e indimenticabile.

Cantina, dimora storica, Hotel? Qual è la location più richiesta in Sicilia e quale la destinazione?

Giuditta – La cantina e la dimora storica sono le location più richieste. Catania e Siracusa le mete più ambite.

Il commento più bello che vi ha lasciato una coppia a riflettori spenti?

Stefania – Il commento più bello é arrivato da una nostra sposa, che ha definito Pangiunia un po’ come la Nutella: “crea dipendenza!”

Cina, potrebbe essere un prossimo mercato per il destination wedding siciliano?

Giuditta – Perché no? Potrebbe essere! Pangiunìa già lavora con l’estero! É un motivo di crescita e uno stimolo in più poter conoscere gente che proviene da tutto il mondo e mescolare la cultura italiana – in particolare quella siciliana, ricca di tradizioni – con le altre culture.

La vostra sfida per il futuro?

Carlotta – Investire sempre di più per far conoscere la professione di wedding planner e al contempo restare quello che siamo, nella nostra genuinità.

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