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Matrimoni in Sicilia: “Siamo una wedding destination. Siamo il Mito” (INTERVISTA)

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Può essere considerata la Sicilia una wedding destination?“. Una domanda che trae origine dai numeri promettenti per l’indotto generato dal comparto wedding a livello internazionale, quando a sposarsi sono le coppie straniere. 71,5 miliardi di dollari sono spesi annualmente in international wedding (dati 2015). In Italia, però, il giro d’affari è stato di 350 milioni nel 2014 e 380 milioni nel 2015 (poco più dello 0,5%). Non potendo contare su dati ufficiali relativi al 2016, il mercato del wedding tourism in Italia conta 7.043 eventi generati nel 2015, con una media di 53.998 euro di spesa ad evento, per un totale di 380,3 mln di euro di fatturato stimato. L’intero numero di eventi ha generato 333.823 arrivi e 1.145.683 presenze, con una media di 47 invitati ad evento. Ad essere coinvolti sono stati circa 52.600 operatori del settore: tra questi soprattutto wedding planner (circa 3.150, alcuni con sede all’estero), fotografi (7.300), floral designers (2.200), film-makers (1200) e 8200 locations.

Ma qual è il valore dei matrimoni in Sicilia? Abbiamo cercato di comprendere lo status dell’international wedding nella destinazione partendo dall’esperienza di una nota agenzia di wedding planning siciliana. Alessandra Bentivoglio e Silvia Tosto hanno avviato la loro agenzia nel 2005, specializzandosi in matrimoni di coppie straniere. Così è nata Wedding Sicily ed in intervista Alessandra e Silvia ci svelano il potenziale della destinazione per il wedding partendo dalla loro esperienza con coppie inglesi, libanesi, iraniane, brasiliane, in una ‘Wedding Sicily’ multiculturale.

Dieci anni di esperienza nel wedding internazionale in Sicilia: come è cambiata e si è evoluta negli anni la Sicilia nell’accogliere le coppie internazionali?

Silvia:Venivamo entrambe dal turismo e siamo state pioniere in questo settore di nicchia. I fornitori locali, soprattutto quelli strettamente legati alla pianificazione di un matrimonio ( fiorai, parrucchieri, musicisti ecc.. ) sono cresciuti con noi, ci hanno seguito e si sono evoluti. Adesso la maggior parte di loro riesce ad interloquire con le coppie straniere capendo le diverse esigenze. La flessibilità è una caratteristica vincente. Una flessibilità che non sempre troviamo nelle istituzioni, dovendoci occupare anche della parte burocratica del planning, oppure con certi albergatori e ristoratori ancora legati a vecchi schemi. In ogni caso, molto è stato fatto e la Sicilia come wedding destination continua ad essere il “ Mito”, il sogno romantico per molte coppie“.

Qual è la principale criticità che ancora oggi occorre superare per soddisfare al meglio le richieste di una coppia internazionale che sceglie la Sicilia per un matrimonio, sia come destinazione che come venue e servizi locali?

Alessandra:Sembrerà strano ma una barriera importante è ancora la lingua. Fatta eccezione per gli alberghi di lusso, la maggior parte delle location è carente di personale che parli inglese in maniera adeguata a capire appieno le richieste di una clientela internazionale. Speso infatti la nostra presenza è necessaria per poter “tradurre” letteralmente i desideri delle nostre coppie e le esigenze dei loro ospiti“.

C’è un wedding che ricordate particolarmente per l’esperienza vissuta, le soddisfazioni che vi ha dato o, di converso, le problematiche sorte ma poi superate con successo?

Silvia:Per nostra grande fortuna, non abbiamo mai avuto problemi da risolvere durante un evento. La pianificazione è sempre molto capillare a monte, per cui cerchiamo di prevenire qualunque criticità si possa presentare. Tutti i nostri matrimoni sono un bel ricordo e tutti ci hanno dato grandi soddisfazioni, perché li costruiamo su misura su ciascuna coppia cercando di non ripeterci mai. Ovviamente il primo matrimonio iraniano o il primo matrimonio con rito ebraico sono tra quelli che ricordiamo con più emozione, perché ci siamo sperimentate con culture e tradizioni completamente diverse e molto affascinanti“.

Quali sono i principali Paesi di provenienza e quale è la nazionalità che più di altre apprezza la destinazione?

Alessandra:In assoluto le coppie che ci contattano più di frequente sono inglesi. Ma con grande sorpresa ogni anno ci capita di imbatterci in nuove tendenze. L’anno scorso per esempio abbiamo avuto diverse coppie libanesi e canadesi. Due anni fa c’è stato il boom delle coppie brasiliane. La maggior parte delle volte questi flussi vengono determinati dal desiderio di emulare personalità famose nel proprio paese che hanno scelto la Sicilia per celebrare le loro nozze esclusive“.

I clienti più esigenti, invece, di che nazionalità sono e perché, cosa chiedono?

Silvia:Tra i più esigenti ci sono gli iraniani e i libanesi, perché, per loro cultura, amano contrattare su tutto. In ogni caso tengono molto a tutti gli aspetti più scenografici e, quindi, ogni matrimonio è un tripudio di fiori e colori ed il servizio fotografico dà sempre ottimi risultati“.

E tra i Paesi emergenti chi menzionate?

Alessandra:Sicuramente continuano a crescere le richieste dai paesi arabi, che ovviamente sono mercati molto sensibili, richiedono non solo una grande professionalità, ma anche una notevole preparazione e cultura per poter gestire i clienti in maniera adeguata ai loro costumi e al loro credo. Ad esempio, è importante sapere che per la preparazione del Sofreh (principale caratteristica della cerimonia nuziale persiana) ogni elemento compositivo ha un suo specifico valore simbolico e quindi una collocazione precisa sul tavolo del rituale banchetto di nozze. Invece, con gli ospiti di credo musulmano è importante non fare gaffe per quanto riguarda il menu, che ovviamente non deve prevedere carne di maiale; qualsiasi altra carne deve essere Halal e non deve essere servito nessun tipo di alchol. Attenzione, quindi, anche alle ricette che possano prevedere l’uso del vino nella preparazione“.

E’ produttivo secondo la vostra esperienza promuoversi alle fiere di settore per il wedding? Quali sono gli appuntamenti fieristici internazionali imperdibili per un B2B nel destination wedding?

Silvia:Abbiamo fatto la prima esperienza nel 2009 presentandoci al National Wedding Show a Londra con uno stand ricco di sicilianità. Non è stato un gran successo, ma per noi una bella esperienza per entrare sempre più dentro il mood della sposa anglosassone. Siamo state in Svizzera ad una Fiera del Lusso che non ha dato alcun risultato. Ci siamo presentate a Varsavia in partnership con una WP polacca con cui organizziamo circa 10 matrimoni l’anno nella zona di Trapani. Preferiamo senza dubbio la promozione su portali e riviste internazionali del settore“.

Toscana, Campania e Lazio ci superano nelle statistiche. Cosa hanno di più queste regioni rispetto alla Sicilia nelle preferenze delle coppie internazionali?

Alessandra:Sicuramente in queste regioni il destination wedding è presente da molti anni. La Toscana e la costiera Amalfitana hanno saputo creare un brand unico, proponendo uno stile squisitamente italiano ed inimitabile. Infatti, la Toscana viene spesso identificata con la regione del Chianti: una cascina in mezzo alla collina circondata da alti cipressi con lunghe tavolate di legno e fiaschi di vino. Mentre per la Campania si pensa subito ai grandi limoni gialli, al mare azzurro e ad alfette vintage che sfrecciano sulle strette strade della scogliera a picco sul mare“.

Qual è l’ingrediente segreto di Wedding Sicily?

Silvia:Disponibilità, flessibilità, professionalità, ma soprattutto tanta armonia e collaborazione con tutti i fornitori che sono sempre pronti a lavorare con noi ad ogni nuovo progetto. Questo lavoro è molto affascinante e tutti pensano che sia facile e divertente. E’ invece molto duro e faticoso, se ci si dedica con serietà“.

Prima di salutarci, qual è il più bel commento ricevuto dalle coppie con cui avete lavorato?

Alessandra:We could have not done it without you!è una frase ricorrente nelle numerose “thank you” cards che riceviamo. Soprattutto le coppie ci ringraziano per averli portati a mangiare una specialità tipica nella trattoria locale che non si trova su internet,  per aver degustato insieme del vino prodotto da una piccola cantina di nicchia, per essere stati ospiti nella bottega dell’artigiano che lavora ancora tutto a mano. Aver costruito per loro, più che un evento, un vero e proprio viaggio sensoriale in questa splendida terra. E poi il più bel regalo è essere informati di una nuova nascita all’interno della neo coppia. In ufficio siamo piene di foto di bellissimi neonati!”.

In definitiva, la Sicilia può essere considerata o può diventare una ‘wedding destination’?

Silvia:La Sicilia è una wedding destination, molto più di quanto si possa pensare. Ci sono ancora ampi margini di miglioramento, ma se tutti i soggetti coinvolti in questo business lavoreranno con dedizione, sana competizione e seguendo le regole, riusciremo a posizionarci tra le prime destinazioni in Italia”.

Grazie ad Alessandra e Silvia. 

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