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Lo zibibbo di Pantelleria diventa Patrimonio Unesco

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La vite ad alberello di Pantelleria diventa patrimonio Unesco. Lo Zibibbo, che deriva da questa pianta, era stato nominato degno del riconoscimento mondiale al decennale dell’Istituto Grandi Marchi, per poi essere formalizzato a Parigi dai 161 Paesi membri della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale che si erano riuniti lo scorso 24 Novembre.

Dopo quattro anni di lavoro ce l’abbiamo fatta! E che grande emozione!” – ha commentato da Parigi il comitato –  “Tutti i 161 Stati sono stati d’accordo nel riconoscere la pratica di Pantelleria come patrimonio dell’umanità. Un grande successo dell’Italia che all’Unesco si conferma una vera e propria potenza culturale”. Josè Rallo, che rappresenta l’azienda Donnafugata, arrivata a Pantelleria nel 1989, ha portato avanti la missione con passione. “Il riconoscimento dell’Unesco è un traguardo storico – ha spiegato a Milano Josè Rallo – un omaggio all’amore dei vignaioli per la loro isola e per lo Zibibbo”.

Soddisfazioni anche per il Ministero delle Politiche Agricole. Maurizio Martina dichiara: “Siamo orgogliosissimi del fatto che l’Italia ancora una volta in sede Unesco segni un punto di grande qualità e una novità di grande portata. Finalmente anche i valori connessi all’agricoltura e al patrimonio rurale sono riconosciuti come parte integrante del più vasto patrimonio culturale dei popoli”.

Il riconoscimento dell’Unesco è giunto in virtù di una duplice funzione svolta dalla vite ad alberello: una funzione economica, essendo le uve ricavate da questi vigneti materia prima per la vinificazione del pregiato Zibibbo di Pantelleria; una funzione sociale, essendo un elemento fortemente caratterizzante l’identità dell’isola e i suoi abitanti.

Oltre a diverse aziende che hanno colto l’opportunità di rilanciare la viticoltura storica a Pantelleria, anche qualche star come Gérard Dépardieu e Carole Bouquet.

 

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